Andare Per Andare...

"Andare per andare" - brano d'apertura di "Ulisse" - è l'inizio di un viaggio: questo blog è l'esordio di un'avventura, quella del mio libro sulla Premiata Forneria Marconi. Qui ci sarà spazio per commenti, pareri, news, appuntamenti, presentazioni relative alla mia pubblicazione, dedicata alla storica rock band PFM.

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Utente: andareperandare
Nome: Donato Zoppo
Sono giornalista e scrittore, mi occupo di musica - in particolare progressive rock - sia sulla carta stampata che in rete.

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domenica, 26 novembre 2006

Intervista su MovimentiProg

Grazie di cuore all'amico Daniele Cutali, intervistatore infaticabile di MovimentiProg.

Ecco le sue domande, buona lettura:

DONATO ZOPPO:
libri immaginifici, transonanze,
tarocchi, tabacchi e buon vino...


Il bel Donato...

Chi ruota attorno agli ambienti prog da tempo, sia esso addetto ai lavori, musicista o semplicemente appassionato e ascoltatore, prima o poi si sarà imbattuto nel nome di Donato Zoppo. Prolifico giornalista e autore, instancabile studioso e ricercatore in campo letterario/musicale, Donato è un ragazzo sensibile, normalissimo come lo sono migliaia di suoi coetanei. Ciò che lo distingue da essi, però, è l'impegno serio e professionale che profonde nelle sue mille attività tentacolari che fanno capo ad un'unica passione primaria: la musica. Un esempio tra gli innumerevoli che potremmo fare? Questo sito è nato grazie a lui e alla volontà/passione di altri amici sparsi per l'Italia ma in stretto contatto tra loro tramite il Web. Organizzatore di una serie d'incontri pubblici, a titolo TranSonanze, focalizzati su varie pubblicazioni di carattere musicale, incontri che hanno avuto un grosso successo; importanti Festival estivi vissuti da protagonista e presentatore; una grande rete di contatti artistici in tutti il mondo; il suo spazio settimanale per l'inserto Le Vie Della Musica sul quotidiano locale Il Sannio. Insomma, se si parla di musica nella Rete e più nello specifico di progressive rock, non si può non parlare di Donato Zoppo. Ma oltre alla musica, Donato s'interessa anche allo studio delle filosofie orientali, dei tarocchi e altre amenità varie. Per non parlare della sua passione per il buon vino...
Per coronare questa intensa attività culturale, Donato è approdato da poco alla pubblicazione del suo primo saggio musicale per la casa editrice romana Editori Riuniti, all'interno della famosa collana Momenti Rock diretta da Ezio Guaitamacchi. Un'interessante, completa e approfondta monografia dedicata ai 35 anni di attività della Premiata Forneria Marconi, la nostra band di rock progressivo più conosciuta al mondo, ricca di aneddoti e analisi musicale disco per disco. Facciamogli qualche domanda, tra le milioni che ci frullano in testa.

Allora, caro Donato, come è nata l'idea e insieme a essa la proposta da parte di Editori Riuniti di scrivere un libro sulla Premiata Forneria Marconi?
Alla fine del 2005 Ezio Guaitamacchi – curatore delle collane musicali di Editori Riuniti, oltre che direttore di Jam – mi ha proposto questo progetto e ho accettato subito. Tutto qui! Alla collana Momenti Rock mancava un volume sul grande rock italiano: c’erano ottime pubblicazioni sui cantautori (De Gregori, Baglioni, Battisti, Guccini, Zero, Ligabue, Gaber), un’altra molto bella sui Nomadi ma ancora nulla sulla gloriosa stagione del progressive italiano, perfettamente incarnata dalla PFM. Inoltre non esistono molte biografie sui protagonisti del nostro prog: due sugli Area, una sui Goblin e sugli Osanna, anche uno sulle Orme ma trattandosi di un’autoproduzione è difficilmente reperibile. Sarebbe molto bello poter leggere anche approfondimenti su Banco, Balletto Di Bronzo, New Trolls, Perigeo, Arti & Mestieri etc.

Perchè è stata scelta proprio la Premiata per questa tua monografia? Tu non hai potuto influire sulla scelta?
La Premiata è il gruppo più rappresentativo del rock italiano, è quello che lo ha portato all’estero (Inghilterra, USA, Giappone) con maggior successo, è autrice di alcuni classici della musica italiana (basta citare Impressioni di settembre), ha avuto tantissimi meriti (l’incontro con De André ha modificato il corso della canzone italiana, ad esempio) ed è tuttora in attività. Penso che questi elementi siano stati degli ottimi motivi per giustificare tale operazione editoriale. Io ho accettato volentieri e ho avuto ampia possibilità di espressione, infatti la mia “influenza” ha riguardato il contenuto del libro, benché abbia dovuto operare all’interno di una collana, dunque di un format prestabilito.

Conoscevi già da molto tempo lo staff della Editori Riuniti ed Ezio Guaitamacchi?
Li conoscevo come lettore di Jam e soprattutto come estimatore delle pubblicazioni Momenti Rock, puntualmente recensite su MovimentiProg. Devo dire di averle sempre apprezzate, è da poco uscito un ottimo libro su Jimi Hendrix ad opera di Stefano Tavernese (che i lettori di MovimentiProg ricorderanno per una breve quanto intensa militanza dal vivo nella PFM del 1998); recentissima poi è la pubblicazione su George Harrison del mio amico Michelangelo Iossa, prestigiosa firma beatlesiana. Inoltre non si può non citare il lavoro di Mario Giammetti sui Genesis, un atto d’amore più che un libro.

Come sei entrato in contatto con loro e come sei stato avvicinato per la realizzazione del libro?
Mah, questo dovresti chiederlo a loro! Credo abbiano fatto le dovute “indagini” per trovare qualcuno operante nell’area del progressive e sono arrivati a me. In tutta o­nestà, al di là della notorietà e delle soddisfazioni che può dare un libro del genere, mi ha gratificato molto che un grande editore abbia scelto me per questa operazione. Per me è davvero una grande soddisfazione, non potevo chiedere di meglio.

Per portare a termine il libro hai contattato sicuramente la PFM. Che risposte hai avuto da loro e dal loro management?
Solitamente il curatore consiglia di mantenere un certo distacco dall’artista trattato per conservare imparzialità, obiettività e autonomia di giudizio. Inoltre i volumi Momenti Rock sono – come ama definirli Guaitamacchi – delle “bio-discografie”, ovvero narrazioni della carriera artistica attraverso i dischi: dunque non è strettamente necessario lavorare insieme all’artista. Io ho voluto contattare lo staff della PFM ma purtroppo questo è avvenuto in un momento di grande lavoro e impegno (l’opera rock Dracula, il tour straniero, la preparazione di Stati di immaginazione), così non c’è stata la possibilità materiale di interagire. Stesso discorso per Mauro Pagani, che però è riuscito a ritagliarsi un pochino di tempo per firmare una bellissima prefazione.

Come hai lavorato per organizzare le informazioni e le ricerche fatte sulle tue fonti, per poi ottenere il manoscritto finale?
Da cultore prog di lungo corso, avevo già a disposizione una mole di libri e giornali (sia italiani che stranieri) da utilizzare per la mia ricerca. Come sto dicendo spesso ad amici, lettori e intervistatori, la stesura del libro non è stata che la fase finale di un lunghissimo pregresso, cominciato quando ero un giovincello, ingenuo ma appassionato ascoltatore del progressive e della PFM in particolare, senza sapere che avrei scritto un libro su di loro. Ho sempre letto molto sul prog e sulla Premiata, come ascoltatore avevo già molte idee sulla discografia del gruppo, ho dovuto semplicemente raccogliere tutte le fonti in mio possesso e ho scritto. Devo riconoscere che vecchi giornali come Ciao 2001, Super Sound e Qui Giovani sono stati utilissimi per ricostruire l’atmosfera dell’epoca, ma anche recenti riviste specializzate tipo Paperlate, Wonderous Stories, Nobody’s Land e Musikbox.

Hai dovuto ricorrere ad aiuti esterni per le tue ricerche o avevi comunque tutto sotto mano, compresa la bibliografia completa che citi in fondo al libro?
Come ti ho già detto avevo a disposizione una grande mole di informazioni, poi molti preziosi amici (sono tutti citati nei ringraziamenti, se non ci fossero stati loro…) mi hanno dato una mano, ad esempio per la discografia, per vecchi numeri di riviste che avevo smarrito o mai comprato, per dei confronti e scambi di idee, che sono sempre la cosa più importante per poter crescere.

Una volta organizzate le informazioni, quanto tempo materiale hai impiegato per scrivere il libro?
A dire la verità non ricordo di preciso. Ho consegnato il libro completo a fine maggio, ma grosso modo l’avevo già chiuso un po’ di tempo prima. Credo di aver impiegato 3 o 4 mesi di lavoro, ma questo grazie al fatto di avere le idee piuttosto chiare e le informazioni a portata di mano. Poi sai, penso di essere stato piuttosto veloce anche perché a me piace molto scrivere: non so fare altro…

Avevi già una traccia da seguire fornita da Guaitamacchi per organizzare la scrittura del libro?
La traccia altro non era che quella dei volumi che hanno preceduto il mio: un capitolo per disco, più un’appendice con discografia, bibliografia e sitografia. C’è stata una piccola “variazione”, ovvero la divisione in tre ideali parti: trattandosi di più di venti capitoli, ho pensato che sarebbe stato utile a conferire maggior respiro all’opera questa “tripartizione” in decadi. In realtà è solo una modifica “formale”, nella sostanza nulla cambia nell’impostazione Momenti Rock.

Ci sono delle regole prestabilite da seguire per scrivere nella collana Momenti Rock o comunque per la Editori Riuniti?
Certo, bisogna innanzitutto avere un’intelligenza superiore alla media, essere bellissimi e possibilmente in odore di santità…
Posso risponderti per quello che mi riguarda: mi è stato proposto questo libro perché tutto sommato scrivo abitualmente in questa area musicale, conosco abbastanza il movimento del prog, probabilmente all’editore è piaciuto il mio stile di scrittura, credo che questo lo abbia convinto. Inoltre in fase di chiusura del libro è stata apprezzata la mia puntualità, dunque penso che anche questa dote sia stata influente.

Il contratto per questo libro prevede sicuramente un compenso. Non vogliamo sapere la cifra esatta ma per contro ne valeva la pena buttarsi a capofitto in un lavoro così impegnativo?
A dirti la verità è stato impegnativo ma estremamente piacevole. Mi sono misurato con una cosa che non avevo mai fatto - se si esclude la tesi di laurea – e che è molto diversa dagli articoli del giornale o del sito ai quali sono abituato. È stata un’esperienza molto formativa. Non esagero se ti dico che lo avrei fatto anche gratis: per me la scrittura è un processo di conoscenza interiore (oltre che di espressione), di scoperta di me stesso e dei miei limiti, dunque è uno strumento di miglioramento. Ringrazio sempre chi mi dà la possibilità di scrivere poiché mi permette di scoprire molte cose.

Parlando del contenuto del libro hai detto in qualche occasione di essere stato fin troppo buono nell'analisi dei dischi della PFM. Perchè?
Devo rettificare, non ho detto proprio così e ti spiego perché. Il libro è ben diverso dall’articolo e il parere che si esprime in un breve pezzo è spesso più immediato e drastico, soprattutto quando è negativo. Scrivere un libro significa penetrare nelle profondità della materia, per cui il giudizio si “espande”, tende a diventare meno rapido, più ampio; studiando l’argomento che tratti ti rendi conto di tanti elementi che influiscono su un disco, dal contesto storico e sociale alla vita dell’artista, per cui anche di fronte a dischi meno riusciti si tende ad essere più “comprensivi”. Molti lettori mi stanno facendo notare che sono stato “troppo buono” con album tipo Ulisse e Serendipity: personalmente li ritengo dischi validi, il primo soprattutto, un disco di un entusiasmo e di una pulizia davvero ammirevoli. In fin dei conti la PFM ha sempre prodotto opere di alto livello, anche quando l’ispirazione non era molto alta (penso a Come ti va in riva alla città). Scrivere il libro è stata anche l’occasione per rivalutare alcuni dischi, purtroppo “scansati” da molti appassionati prog: ad esempio Passpartù (1979) un disco davvero intrigante, con testi irresistibili e una musicalità spumeggiante.


Scrivevi i vari capitoli del libro immerso nell'ascolto dei dischi che stavi analizzando oppure scrivevi “a freddo”?
Conoscevo molto bene i dischi della Premiata, seguo questo gruppo fin da quando ero piccolo. Poi non riesco a scrivere e ascoltare musica nello stesso momento, secondo me sono due cose separate e distinte, meritevoli entrambe di attenzione “sacra” e intransigente. Ho riascoltato tutta la discografia - sia studio che live - con estrema attenzione, poi disco per disco ho sviluppato le mie idee, poi ho scritto.


Il libro pubblicato da Donato


A libro finito, in vendita e a conti fatti, sei soddisfatto di questo tuo primo lavoro monografico per una casa editrice rinomata come la Editori Riuniti?
Ti confesso che la fine del libro è stata un’esperienza indolore, è passata quasi inosservata… Il giorno successivo facevo già altro, ma io sono così, non rimpiango mai la fine degli eventi, mi sento sempre in perpetua evoluzione (o involuzione, sta agli altri stabilirlo…). Poi sono arrivate le bozze, le ho lette e mi chiedevo: “Ma le ho scritte io ‘ste cose?”… mi sentivo insoddisfatto, ma è un problema mio, anche quando esce il mio pezzo sul giornale lo leggo e non mi ci riconosco, eppure è roba scritta il giorno prima. Con il passare del tempo ho avuto modo di rileggere il libro e tutto sommato mi sento soddisfatto: certo se potessi tornare indietro rivedrei molte cose, cercherei di evitare alcuni periodi un po’ ingarbugliati oppure alcuni flashback storico-musicali che - a rivederli ora - creano un po’ di smarrimento.

Sai già se il libro sta vendendo bene?
Francamente no, però sto ricevendo i pareri di molti lettori, sia amici che sconosciuti, che apprezzano il mio lavoro, così anche la stampa e le radio che mi stanno intervistando. Questo mi rende profondamente felice! Per quanto riguarda le vendite non so nulla, penso sia presto per fare una valutazione. Sarei ipocrita se ti dicessi che non mi interessano le vendite: sarei davvero molto contento se il libro potesse entrare nelle case di tutti gli appassionati. Quando si scrive si ha l’aspirazione di poter comunicare ad un numero più ampio possibile di lettori: il problema è quando questo diventa l’unico obiettivo, perché condiziona molto la propria espressione, la “sporca” e non la rende pura. Stesso discorso quando si tende a “pontificare”, infatti io penso di aver dato semplicemente il mio “punto di vista” sulla PFM.

Se puoi rivelarcelo, cosa c'è adesso in progetto con la Editori Riuniti o con qualche altro editore?
Ci sono molti progetti, però non li rivelo: non per scaramanzia (sono “terrone” ma con moderazione...) ma perché non mi piace sbandierare le cose, anche questo sulla PFM l’ho fatto nel silenzio. Preferisco così, non ci sono pressioni o rotture di scatole varie, si lavora molto meglio! Piuttosto approfitto per segnalare ai lettori alcuni appuntamenti di presentazione del libro simpatici e interessanti: il 24 novembre ad Avellino, l’8 dicembre a Bergamo e il 9 a Castelfranco Veneto, a fine dicembre una serata molto bella in provincia di Benevento, a gennaio poi sarò alla FNAC di Napoli. Tutte le informazioni saranno pubblicate sul blog: http://andareperandare.splinder.com

Grazie Donato per averci concesso il tuo tempo prezioso... sei sempre impegnatissimo... e un grosso in bocca al lupo per tutto quello che fai e farai.
Grazie a te Daniele, per me è un vero o­nore ricevere una tua intervista!



La Premiata Forneria Marconi negli anni '70

lunedì, 20 novembre 2006

Una serata dedicata alla PFM!

Ciao amici,
come sempre sono qui a segnalarvi gli appuntamenti del giovedì sulle VIE DELLA MUSICA, pagina settimanale del Sannio Quotidiano.
Stavolta c'è un piccolo stravolgimento, da intervistatore divento intervistato, dall'altra parte della barricata...
 
L'ottimo Domenico Coduto, prezioso amico nonchè apprezzato giornalista e scrittore, mi ha sottoposto ad un'intervista relativa al mio nuovo libro sulla PFM: potrete leggerla giovedì 23 novembre.
Se siete interessati, il giorno successivo, venerdì 24, alle ore 19.00, potrete assistere ad una bella serata di presentazione ad Avellino, da Ananas & Bananas.
Vi auguro buona lettura, segue comunicato:
 
Ananas & Bananas
presenta:
 
STORIA DI UN MINUTO
 
Una serata dedicata alla
Premiata Forneria Marconi
 
Venerdì 24 novembre 2006
Ore 19.00
Ananas & Bananas
Corso Vittorio Emanuele 158
Avellino
 
Venerdì 24 novembre 2006, presso “Ananas & Bananas” ad Avellino, si terrà una serata dedicata alla Premiata Forneria Marconi (PFM), la gloriosa rock band italiana. Per l’occasione ci sarà la presentazione del libro Premiata Forneria Marconi 1971-2006 - 35 anni di rock immaginifico (Momenti Rock-Editori Riuniti, 2006) di Donato Zoppo, con esposizione di dischi e riviste, la presenza del giornalista e scrittore Mario Giammetti e un intrattenimento musicale a cura del chitarrista Lucio Lazzaruolo.
Tra pubblicazioni, materiale discografico e musica dal vivo, la serata sarà un viaggio nella straordinaria carriera di questa indomabile rock band, attiva dagli inizi degli anni ’70 e ancora oggi sulla cresta dell’onda, con l’opera rock Dracula e il nuovo attesissimo album Stati di immaginazione, che uscirà proprio il 24/11.
 
Saranno presenti:
Michele Acampora
(collezionista, esperto musicale e conduttore radiofonico);
Lucio Lazzaruolo
(musicista, fondatore del Notturno Concertante);
Mario Giammetti
(giornalista e scrittore, direttore di Dusk – Italian Genesis Magazine);
Donato Zoppo
(autore del libro Premiata Forneria Marconi 1971-2006).
 
Info:
Ananas & Bananas:
Tel. 0825/23496
Fax: 0825/24443
 
Donato Zoppo:
postato da: andareperandare alle ore 21:54 | link | commenti (1)
categorie: avellino, donato zoppo, serata pfm
domenica, 19 novembre 2006

Libro PFM su Max e Gazzetta

Ciao amici,

vi segnalo una brevissima segnalazione del mio libro sul mensile Max. N. 11, novembre 2006, nella pagina dedicata a musica e libri, curata da Paolo Giordano.

max nov 2006

A questa aggiungo anche un pezzo uscito tempo fa sulla Gazzetta del Molise a firma di Federica Venezia. E' anch'esso presente nell'album fotografico, grazie.

Gazzetta del Molise 13-10-2006

 

venerdì, 17 novembre 2006

Una nuova lettera...

Antonello Giovannelli è un amico musicista di Ferrara, grande appassionato di progressive rock e membro della prog band Limite Acque Sicure, che a breve ci delizierà con il proprio disco. Antonello mi ha scritto una bella lettera di complimenti, voglio condividerla con voi:

Ciao carissimo Donato,
sono riuscito a trovare il tempo di leggere il tuo libro fino in fondo, con l'attenzione che
meritava. Il mio commento è il seguente:

- stile letterario: ottimo, ti faccio i miei complimenti! Io sono particolarmente "sensibile" agli
strafalcioni letterari: avendo studiato al liceo classico, ed avendo alle spalle un bel pò
attività di divulgazione (sebbene in ambito scientifico), non sopporto i maltrattamenti alla lingua
italiana, ed al tuo libro non posso che fare i complimenti più sinceri: lo stile è lineare, chiaro,
coinvolgente, assolutamente all'altezza della situazione.

Giusto un appunto stilistico che mi ha un pò spiazzato: a volte, quando presenti un fatto
significativo per la storia del gruppo, dopo aver introdotto il discorso, all'improvviso fai un
"salto all'indietro" ripartendo da capo per descrivere ad un diverso livello di dettaglio. Questo
feedback può generare un pò di allarme, in quanto si rischia di avere il dubbio che tu stia di nuovo parlando della stessa cosa o che piuttosto abbia intrapreso la descrizione di un'altra.

- critica musicale: assolutamente eccezionale.
hai messo a fuoco in modo mirabile tutti gli aspetti artistici, musicali e di contesto dei vari lavori della PFM. Traspare il tuo "affetto" verso il gruppo, senza però lasciarti trasportare verso inopportune indulgenze in tutti i casi in cui la produzione della PFM ha attraversato dei momenti di minore felicità.

- collegamento con il contesto storico:
eccezionale anche questo aspetto. Il tuo libro è probabilmente il miglior documento storico sull'epoca
"progressive". Ho letto tutti quelli pubblicati sull'argomento, e, pur non essendoti prefisso finalità
di documentazione del genere progressive in generale, la lettura del tuo libro consente comunque
di farsi un'idea molto chiara. Sarebbe stato bello se avessi inserito una
disamina più "tecnica"
delle caratteristiche distintive del progressive (così come degli strumenti musicali che lo hanno, di
fatto, reso possibile. Questo te lo avevo già scritto).

- Il mio parere, estremamente sintetico, sulla PFM in relazione a quanto hai scritto: condivido
tutto, a parte gli ultimi lavori sui quali, francamente, riesco ad essere poco generoso. Partendo da
Ulisse, questo aveva dei "semi" che lasciavano sperare in un ritorno alla vecchia (e sana)
ispirazione; opera più leggera che rock, ma che lasciava ben sperare. Il doppio dal vivo è ben realizzato, con un omaggio forse eccessivo ad
Ulisse, ma va bene. Serendipity non sono riuscito ad ascoltarlo
più di tre volte, proprio non ce la faccio. Non lo capisco, come non capisco, per un gruppo come
la PFM, la necessità di lanciarsi verso percorsi che non gli sono congeniali.

Devo purtroppo dire che penso quasi la stessa cosa di Dracula: in questo caso comprendo il gusto della sfida, direi anche che l'idea di un'opera rock era un'ottima idea, una grande novità; ho la sensazione però che il risultato non sia stato all'altezza delle aspettative. L'ho ascoltato qualche volta, ma francamente non c'è nulla che valga la pena di essere riascoltato, nè pezzi che si facciano ricordare. Le cose sono due: o l'abito di opera rock era troppo stretto per la PFM e per quello che dalla PFM ci si aspetta, oppure è venuta a mancare l'ispirazione con la "I" maiuscola. Non ho visto la rappresentazione di Dracula, quindi non posso dare un giudizio complessivo, come peraltro sarebbe molto più corretto fare; posso dire che la sola musica non pare particolarmente interessante. Eppure l'argomento poteva ispirare pezzi dal piglio decisamente più incisivo ed aggressivo, più rock, o più rock progressive, insomma.

Da dichiarato fan del Banco, a mio avviso il miglior gruppo italiano di tutti i tempi, devo dire che, per quanto con finalità diverse (un concorso per musica da balletto), Di terra ha uno spessore enormemente maggiore. Credo che la musica di Dracula, affidata al Banco (quello con Gianni Nocenzi, of course!!) sarebbe stata ben altra cosa. Giuste, peraltro, le tue frecciate nei riguardi della musica più deteriore
del Banco: tanto è vero che Gianni se ne è fuggito subito, a suo tempo. In effetti alla PFM si devono riconoscere i giusti meriti nel periodo "buio" (medioevo, nel senso peggiore) del rock: mentre Orme e Banco si rendevano ridicoli, la PFM ha continuato a galleggiare con produzioni brutte ma non indecorose.

Per chiudere, ho idea che per un musicista sia di vitale importanza l'evoluzione del proprio stile,
l'adeguamento al momento storico; un musicista soffre nel riproporre sempre le stesse cose. Questo
lo capisco. Il musicista di cui sopra fa però fatica a capire che, e parlo di Banco, PFM, Orme
ecc., il loro nome, la loro immagine, è rimasta alta solo in virtù di quello che hanno fatto tanti
anni fa', cioè in virtù di quello che hanno creato con le loro mani e con la loro testa. Il pubblico
si aspetta quello, non si aspetta che si mettano a comporre musica contemporanea (ammesso che si
riesca a capire quale musica c'è oggi!). Non credo che questi musicisti non siano più in grado di
fare musica come ai vecchi tempi; forse non ne hanno più voglia, ed è questo il vero peccato, è
questo che gli rimprovero. Io ho avuto la fortuna di conoscere Gianni Nocenzi, del quale sono molto
amico, con il quale collaboro per certe cose di lavoro e con il quale mi ritrovo (raramente, purtroppo) a strimpellare (io, lui sa fare ben altro!) il pianoforte ed a parlare di musica; beh, la cosa che meraviglia di più è vedere come lui si meravigli di scoprire che c'è qualcuno che si ricorda di lui, che ancora ha passione per la musica del Banco... è come se non si fossero resi conto fino in fondo di cosa hanno rappresentato per una generazione di giovani. Anzi, hanno un certo pudore
nel parlare del proprio passato.
Boh!!


martedì, 14 novembre 2006

Intervista su Circuito Marconi!

Ciao amici,
dopo l'intervista a Radioattività (Radio TSN)
http://www.radioattivita.info
e a Il grillo parlante (RDF),
http://www.rdf.it
è la volta di Circuito Marconi, una brillante e attiva radio lombarda.
 
Appuntamento per un'intervista con il conduttore di Marconi Radio Aperta Marco Casa e il sottoscritto giovedì 16, alle ore 12.10, sulle frequenze di Circuito Marconi, che trovate qui:
http://www.circuitomarconi.com
 
è anche possibile ascoltare la trasmissione in diretta, basta cliccare sull'icona della radio in alto a destra,
grazie e buon ascolto!

Impressioni di... novembre

Cari amici, oltre alle positive recensioni di giornali, siti web e radio, ci sono anche molti amici che mi scrivono con entusiasmo per il mio nuovo libro.

Mauro Pini,  fraterno amico livornese, amante della PFM, sostenitore dell'ottimo Bernardo Lanzetti ma soprattutto tastierista della storica prog band Aurora Lunare, mi ha inviato una bellissima lettera di complimenti che mi piace condividere con voi:

Caro Donato
innanzitutto voglio farti le più sincere congratulazioni, spontanee e meditate, per il tuo libro, che ho acquistato e letto con enorme piacere. Conoscevo ed apprezzavo la tue qualità di scrittore e la tua
grande competenza come cultore della musica rock, che ha trovato il suo compimento (per ora!) in questa opera per un editore importante, carica di riferimenti storico-sociali, artistici, aneddoti, esperienze dei
protagonisti.

Ho trovato il testo scorrevole ed appassionante quanto rigorosa nel metodo e nelle citazioni bibliografiche. Il focus ovviamente è la Premiata, ma il testo permette di ripercorrere le principali tappe del panorama di quei magici e maledetti anni settanta prima, ottanta e novanta poi fino alla contemporaneità con Dracula, senza perdersi in assurdi rimpianti o atteggiamenti nostalgici. Ti auguro che sia solo l’inizio di una evoluzione come scrittore (ed io spero come scrittore di rock, che è cultura, in tutti i sensi!) sempre poco sul serio dalla nostra “Italietta”.

Non ho apprezzato infatti il tuo lavoro solo da appassionato di musica (per non dire malato, più passa il tempo più la patologia peggiora, e dire che pareva una passione da ventenni!) rock, ma anche come di vorace lettore e scrittore di contributi scientifiche assai “noiose”  (diciamo pure, all’americana, “workaholic”, nel campo della psicologia –clinica, della personalità ecc.- in ambito universitario e
del servizio pubblico).

Condivido la tua documentata analisi di quello strano periodo che ha visto accomunare ideali di pace da Woodstook ai figli dei fiori, agli anni di piombo, vivendo contraddizioni enormi il cui eco risuona
tutt’oggi. Fra me e me, non sono mai riuscito ad accettare la presenza di una ipotetica “linea di continuità” storica fra generi musicali (ed ovviamente culturali), largamente sottolineata dai critici musicali, sociologi della musica ecc., nel senso che, a parte il problema concreto delle vendite discografiche, non credo che si possa parlare di una sorta di evoluzione beat-psichedelia-progressive-punk-new-wave-metal-grunge… e via dicendo, se non (forse), in termini esclusivamente temporali.

Ricordo l’eccitazione (quasi erotica..;-) nello scartare Going for the One degli Yes, per dirne solo uno fra i tanti, nel lontano 1976, da solo o con gli amici con cui si condivideva la passione per il prog, quasi un rituale; non credo che poi, come canne mosse dal vento del mercato o delle mode, i ragazzi che riempivano i concerti di PFM, Banco, Orme, per restare in Italia, o delle mitiche band anglosassoni, sia stato possibile, abbandonare questo mondo per dirigersi verso le “schifezze”artistiche  (passami il termine) di Sid Vicious con i suoi Sex Pistols e via dicendo.

Credo che, a parte i movimenti di massa, che cambiano con le mode, i filoni musicali esprimono identità culturali ben precise si identificano con artisti e con generi che riescono ad esprimere le loro interiorità (termine abusato, per intendersi). Insomma, come un punkabbestia resterà indifferente all’ascolto di Octavarium dei Dream Theater, il progster (nella sua accezione più ampia) non si lascia incantare dalle sirene del mercato o della bassa qualità, anche quando (come sempre capita) sono vincenti e potenti sul piano mediatico e commerciale. Oggi, passati gli “anta” da un pezzo purtroppo, sono sempre in cerca della qualità e dei talenti musicali, nella tecnica e nella composizione, magari cercando di allargare gli orizzonti (questo sempre!), aborrendo di rimanere confinato nei recinti angusti delle etichette (ma il prog non deve per sua stessa definizione, evolversi?), quanto gli atteggiamenti nostalgici o retrò, che non riesco proprio a capire né a digerire. 

Una pia illusione poi, la speranza che i gruppi progressive e/o metal (di alta qualità, naturalmente) conquistino il mercato o riempiano gli stadi (a parte poche eccezioni) e direi un evenienza per niente auspicabile, trattandosi di prodotti per cultori, appassionati, per chi è seriamente interessato alla musica e, si sa, sono pochi nella popolazione. Quando poi si corre dietro ai cosiddetti “gusti del pubblico” o alle mode si fanno dei fiaschi clamorosi, come ricordavi giustamente citando E via del Banco (che pena, sia la musica sia i protagonisti conciati in quel modo! – non oso tirarlo fuori dai miei scaffali)

Episodi di contestazione e violenza.. hai ricordato fra gli altri quelli capitati a Santana a Torino, che tu hai ricordato. Ero presente ad una durissima contestazione dura al Banco, a Cecina (Livorno) (furono costretti a smettere di suonare), per un concerto di cui un gruppo di sedicenti “autonomi” reclamavano lo slogan “musica gratis"! Mentre nelle discoteche poco distanti imperavano i BeeGees” ecc..  Anche gli Iron
Maiden che davano voce come movimento NWOBHM, insieme a molti altre hard rock e metal band, la rabbia e alla disillusione dei giovani degli anni 80 (bellissimo l’ultimo
A Matter of life and Death, con sfumature decisamente prog) che non si identificavano con John Travolta o gli Spandau Ballet e Culture Club di Boy Gorge, venivano contestati perché tecnicamente (troppo) bravi, quindi elitari (roba da pazzi!), secondo i quali il mio potenziale creativo, dopo un paio di mesi che mi cimentavo da autodidatta con le tastiere, equivaleva a quello di Keith Emerson o Rick Wakeman….

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categorie: lettera, mauro pini, arora lunare
venerdì, 10 novembre 2006

Libro PFM su Agricoltura Nuova

Ciao amici, poco tempo fa vi ho segnalato un pezzo dell'ottimo Gaetano Menna su Agricoltura Nuova, dopo il pdf è la volta del testo completo:

PREMIATA FORNERIA MARCONI 1971-2006, 35 anni di rock immaginifico di Donato Zoppo Editori Riuniti, pagg. 285, e 16,00

Questo corposo ed accurato saggio è un viaggio a tutto tondo nella trentacinquennale carriera e nel sound della band forse più rappresentativa del rock progressive italiano. Si ripercorre con rigore, preparazione ed accuratezza la storia della band dalle "pre-origini" (dai "Quelli", dai “Krel”, complessi da cui sorgerà poi la PFM vera e propria), fino ai giorni nostri.

Il volume intelligentemente è stato diviso da Zoppo in tre macro-aree che poi sono le tre grandi tappe evolutive della band; 1) l’epopea del prog (i 33 giri degli anni ’70, da “Storia di un minuto” del 1971 a “Passpartù” del 1978); 2) la fine di un’epoca, la nascita del rock italiano, l’importante collaborazione con Fabrizio De Andrè e gli album degli anni ’80 (da “Suonare, suonare” del 1980 a “Miss Baker” del 1987); 3) il ritorno al prog e l’attualità dell’oggi dopo la lunga “pausa di riflessione” di buona parte degli anni ’90 (ovvero la ripresa della piena attività che ha come apripista un lussuoso quadruplo cofanetto live - una sorta di bootleg ufficiale pubblicato nel 1996 che si riferisce al decennio 1971-1981 – e quindi i cd con le nuove composizioni da “Ulisse” del 1997 a “Dracula” del 2005).

E giungiamo all’oggi, di una band che ha saputo, nonostante tutto, cavalcare le difficoltà e navigare con la barra dritta nei mari tumultuosi dei mutamenti generazionali e dei gusti. Ha ragione Donato Zoppo è un gruppo - quello dei componenti storici Franz Di Cioccio, Patrick Dijvas e Franco Mussida - che trova la sua forza nell’energia del live. Si rinnova e rafforza nel rito del concerto: «Quando la PFM sale sul palco – chiosa l’autore – non c’è ostacolo che tenga; basta attaccare “Impressioni di settembre”, “Celebration”, “Il pescatore”, guardarsi negli occhi durante le jam e sentire il calore del pubblico perché la magia sia sempre viva». Il libro è completato da dettagliate ed utilissime discografia , bibliografia e sitografia. Gaetano Menna.

http://www.agricolturanuova.crol.it/index.asp?id=384&edizione=20061101&idTabella=

 

Reportage dalla FNAC

Ecco un interessante reportage dalla presentazione del libro tenuta a Milano sabato 4 novembre. Un ringraziamento speciale all'ottimo Daniele Cutali, colonna portante di MovimentiProg:

FNAC di Milano:
35 anni di rock immaginifico,
90 minuti con l'esperto

Presentazione della monografia sulla PFM scritta da Donato Zoppo

(Forum FNAC, Milano, 4/11/2006)


Una ventina di anni fa c'era la Milano da bere, slogan di un famoso spot che caratterizzava alla perfezione l'essenza del capoluogo meneghino, capitale economica del Bel Paese, del costume e delle mode, dello yuppismo rampante, del business, del terziario e della nuova classe di manager fattisi da sé e un po' autocelebrativi. In un soleggiato ma freddo sabato pomeriggio novembrino, nella Milano da bere impegnata con lo shopping pomeridiano in Via Montenapoleone, a gigioneggiare davanti le vetrine dei portici di Corso Vittorio Emanuele II e in una Piazza del Duomo gremita di turisti variegati come nelle più grandi capitali europee, ha luogo la presentazione al pubblico del libro di Donato Zoppo sulla Premiata Forneria Marconi, importante saggio storiografico/musicale stampato dalla Editori Riuniti come non ne erano stati pubblicati fino a oggi dal punto di vista biografico e analitico sulla longeva band milanese riconosciuta internazionalmente.

I Forum FNAC sono diventati da alcuni anni importanti e ambìti spazi in cui hanno luogo rilevanti eventi culturali, suddivisi equamente tra tutti e cinque i punti italiani della grande catena francese (Torino, Milano, Verona, Genova e Napoli). FNAC è un brand transalpino dedicato alla tecnologia e all'elettronica con punti vendita in tutta Europa, ed è ammirevole come da più di cinquant'anni abbia un occhio di riguardo per la cultura e l'arte in generale, dalla fotografia alla letteratura alla musica. In questa cornice e con un'atmosfera da caffè letterario in cui si faceva cultura a fin de siécle, nonostante il viavai frenetico e business-oriented fuori dal forum, avviene l'incontro tra il pubblico di conoscitori, interessati ascoltatori momentanei o semplicemente passanti curiosi, e l'autore Donato Zoppo supportato dal mediatore Ezio Guaitamacchi, responsabile della collana Momenti Rock della Editori Riuniti di cui il libro fa parte e direttore della famosa rivista musicale JAM.


Ezio Guaitamacchi, direttore della rivista Jam e responsabile
della collana
Momenti Rock per la Editori Riuniti

Per o­nor di cronaca la presentazione del libro sulla PFM avviene subito dopo quella della monografia sui Duran Duran scritta da Christian D'Antonio e Marcello Santone e appartenente alla stessa collana. C'è stato quindi un considerevole ricambio di pubblico che per il libro sui Duran Duran era leggermente più gremito, ma sappiamo bene come i lustrini, le paillettes, il rimmel, il glam-wave neo romantico e il dandysmo della band di Birmingham abbiano avuto un più recente e forte appeal sui e sulle diciassettenni di vent'anni fa, che rinfoltivano le sedie in quest'occasione. Ecco quindi che un orgoglioso Guaitamacchi, dal sorriso sornione che spunta sotto i folti baffoni e dalla battuta di scherzo sempre pronta, presenta Donato come l'esperto, il deus ex-machina della storiografia targata Di Cioccio & Co. Un'ora e mezza di approfondimento sul libro ma soprattutto con il libro scritto da Donato, il quale ha guidato l'audience in un approfondimento de visu attraverso gli aneddoti, le vicissutidini intercorse nella stesura del manoscritto e la reperibilità delle fonti su cui l'autore ha effettuato le ricerche, nonchè le curiosità riguardanti la storia discografica e live dello storico gruppo milanese partendo dagli inizi del beat con i Quelli e Teo Teocoli, l'affermarsi della reputazione di ottimi session-men e finalmente il decollo del marchio PFM con l'ingresso di Mauro Pagani.



L'autore, Donato Zoppo, intento a raccontare aneddoti sulla PFM

Un incontro caldo, vivace, ricco di curiosità nostalgiche ed esperienze personali raccontate parallelamente agli interventi di Donato da un vibrante Guaitamacchi e da un istrionico Flavio Oreglio, famoso comico “catartico” di Zelig ma anche cantautore a tinte prog, soprattutto un appassionato di prog che ha vissuto il magico decennio degli anni Settanta. Racconti ad personam utili a sviscerare a parole il percorso artistico/musicale/letterario della Premiata Forneria Marconi, facendosi coadiuvare da passi del libro, protagonista assoluto dell'incontro, e da alcuni filmati d'epoca interessanti e preziosi che circolano già da tempo nel circuito collezionistico, rappresentativi a grandi linee del periodo '70-'80 della band. Oltre al già citato ospite Oreglio, è da notare la presenza di alcuni addetti ai lavori (Marina Lenti di Real To Read, fan club italiano dei Marillion, Roberto Cangioli di Paperlate, Antonio e Alberto della trasmissione Prog Generator di Radio Cantù) e di alcuni musicisti della Carovana Eterea Malaavia, tra i quali Pas Scarpato ed Helena Biagioni, entrambi legati a doppio filo all'autore. Da notare purtroppo l'assenza di tanti altri del progressive milieu italiano, giornalisti, etichette e musicisti che avrebbero potuto essere interessati all'argomento, come l'assenza dell'annunciato Franco Mussida chitarrista della PFM.


Che siano tutti rimasti impantanati nel traffico pomeridiano del sabato meneghino in cui si paga il ticket per entrare in città in auto, o meno, rimane l'alto valore culturale dell'incontro al Forum FNAC, che ha portato caldi e lontani venti settantiani in questa Milano da bere in cui il rock stona un pochino con il suo look rampante e snob fin dagli anni Ottanta.


Donato Zoppo, con Helena Biagioni della Carovana Eterea Malaavia.
In fondo alla sala, con la maglia a righe Antonio e a destra Alberto, dj della trasmissione Prog Generator di Radio Cantù.


http://www.movimentiprog.net/modules.php?op=modload&name=Sections&file=index&req=viewarticle&artid=517&page=1

giovedì, 09 novembre 2006

Libro PFM su Rockit

Una breve segnalazione su Rockit:

02-10-2006

 

I 35 anni di rock immaginifico della PFM

 

 

Dopo aver rappresentato la musica italiana nel mondo introducendo un nuovo sound nell’era post-beat, la Premiata Forneria Marconi compie 35 anni di musica. I grandissimi rock-performer degli anni ’70 festeggiano una discografia all’insegna di un progressive-rock trasversale, con dischi storici come “Storia di un minuto” (1972) e “Per un amico” (1972). Tra sinfonie progressive, tarantelle rock, citazioni rossiniane e grandi improvvisazioni, la band ha conquistato classifiche e pubblico di tutto il pianeta. Dalle storiche date negli Stati Uniti, fino all’epocale tour con Fabrizio De Andrè nel 1979, passando per la recente opera rock “Dracula” nel 2005.

Per chi volesse riscoprire un pezzo importante di musica italiana, esce “Premiata Forneria Marconi 1971-2006: 35 anni di rock immaginifico” della collana Momenti Rock – Editori Riuniti, 2006. Scritto da Donato Zoppo, con prefazioni di Mauro Pagani (violinista e flautista della PFM fino al 1976), Vincenzo Incenzo (paroliere della PFM ma anche di Zarrillo, Venditti etc.) e Greg Lake (bassista/vocalist di Emerson, Lake & Palmer, produttore della PFM). In onore dell’emozione fortissima e della passione che ci hanno regalato.

No, cosa sono adesso non lo so
sono come un uomo in cerca di se stesso
no, cosa sono adesso non lo so
sono solo, solo il suono del mio passo…
Ma intanto il sole tra la nebbia filtra già:
il giorno come sempre sarà

(“Impressioni di settembre”- 1972)

Band collegate:

Archivio:

 

 


www.rockit.it

mercoledì, 08 novembre 2006

Libro PFM su Il Cannocchiale

Ciao amici,
vi segnalo una bella recensione dell'ottimo Pietro Fiocchi, osservatore di prestigio con il suo Cannocchiale.
 
Il link è questo:
http://reporter.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1232275
 
Segue il testo:
 
Premiata Forneria Marconi 1971-2006


 
Un’intervista di Riccardo Piferi spacciata per libro nel 1981. Un diario di memorie di Franz Di Cioccio (“Due volte nella vita”, 1996). Un sito web ufficiale e tanti amatoriali. Queste le fonti per chi volesse approfondire la storia della PFM. Un po’ pochino a dire la verità, ma per fortuna è stato da poco pubblicato “Premiata Forneria Marconi 1971-2006: 35 anni di rock immaginifico”, una biografia del gruppo che, benché non autorizzata, è la prima vera opera sulla storica band.
Donato Zoppo è una figura ben nota ed apprezzata nel mondo del progressive-rock, redattore del portale MovimentiProg e attivo nell’ambiente con le sue collaborazioni. L’autore ha compiuto un viaggio nella passato e nel presente della PFM, individuando come “fil rouge” dell’opera omnia della PFM la capacità del gruppo di stare al passo con i tempi, attraversando indenne trenta e passa anni di musica italiana. Dal rock sinfonico fatto di suite e contaminazioni jazz, folk e mediterranee alla canzone rock degli anni ’80, urgente e dinamica come la società dell’epoca, arrivando al nuovo progressive dei ’90 e dei giorni nostri, con una Premiata Forneria Marconi che gira il mondo e si candida con orgoglio come autrice di punta di questo genere.
Un gruppo furbetto, dirà qualcuno, che ha cavalcato tutte le onde per restare sempre a galla: sicuramente un’analisi superficiale potrebbe convalidare tale assunto, ma l’approfondimento dell’autore è attento e ponderato, consentendo al lettore di calarsi nella realtà dell’epoca  e nelle motivazioni che conducevano il gruppo alle proprie scelte. La lunga bibliografia e le numerose citazioni rivelano un lungo lavoro di ricerca e documentazione, ogni capitolo è dedicato ad un disco valutato con attenzione ed equilibrio, confermando un punto di vista magari discutibile ma sicuramente fondato, le tre prefazioni (Pagani, Incenzo e Lake) sono un elemento in più per focalizzare meglio l’operato della storica band nostrana.
In sintesi, “Premiata Forneria Marconi” è un libro che vale la pena leggere per gli appassionati della PFM; essendo anche una lunga disamina su oltre tre decadi di rock italiano, è consigliato a tutti coloro che desiderano saperne qualcosa in più sulla nostra musica più recente.

                                                      P. F.