Andare Per Andare...

"Andare per andare" - brano d'apertura di "Ulisse" - è l'inizio di un viaggio: questo blog è l'esordio di un'avventura, quella del mio libro sulla Premiata Forneria Marconi. Qui ci sarà spazio per commenti, pareri, news, appuntamenti, presentazioni relative alla mia pubblicazione, dedicata alla storica rock band PFM.

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Nome: Donato Zoppo
Sono giornalista e scrittore, mi occupo di musica - in particolare progressive rock - sia sulla carta stampata che in rete.

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martedì, 25 settembre 2007

Il libro sulla PFM commentato da Enrico Pietrangeli sull'Opinione

Sul quotidiano L'OPINIONE di oggi, 25 settembre 2007, è presente un bellissimo e approfondito pezzo sul mio libro scritto da Enrico Pietrangeli. Enrico è uno scrittore colto e sensibile, che ha pubblicato un ottimo romanzo dal titolo In un tempo andato con biglietto di ritorno, favorevolmente recensito su MovimentiProg:

http://tinyurl.com/2e8avt

 

Edizione 206 del 25-09-2007

Il libro di Donato Zoppo edito da Editori Riuniti – 2006


PFM 1971-2006: 35 anni di rock immaginifico

di Enrico Pietrangeli

Il libro di Zoppo, per sancire l’essenza emanata dalla PFM, non resiste alla tentazione di aprire il “Tutto” avvalendosi di un esergo di Rumi. C’è una “rosa” che “narra” e, con un disinvolto approccio giornalistico, sviluppa un armonioso trattato sul gruppo ripercorrendone l’intera carriera. Capitoli imperniati sulla discografia e linguaggio articolato, dove seguendo criteri perlopiù comparativi trapelano ampi scorci sulle condizioni sociali e le panoramiche musicali che hanno contraddistinto i tempi. Largo uso d’inserti e aneddoti, comunque ben disposti, euritmici; c’è qualche ridondanza, ma riguarda solo le introduzioni. Si parte dal primo raduno beat del ’66, quello organizzato da Miki Del Prete a Milano e che, accanto a Giganti, Ribelli ed i più singolari New Dada, annovera anche la cover band di Quelli.

Siamo lontani da altri esordi, quelli psichedelico-melodici de Le Orme di Ad Gloriam o quelli più sperimentali e colti de Le Stelle di Mario Schifano, ma la strada dei rimaneggiamenti traccerà veri e propri gioielli addentrandosi nell’era progressiva:
21st Century Schizoid Man è un meno noto tassello della bravura e coesione strumentale di cui è capace la PFM (sigla tenuta a battesimo da Lake e Sinfield). Impressioni di Settembre sarà l’indelebile motivo di traino per tutto il progressive italiano, caratterizzata dal ritornello del moog e già pronta a sbirciare oltre i naturali confini per poi reincarnarsi in The world became the world. Sì, perché la PFM, prima di tutto, è italianità approdata altrove, in un mercato che, soprattutto negli anni Settanta, era invaso da produzioni anglo-americane.

Sarà proprio quando Le Orme tenteranno la strada del mercato inglese con Peter Hammill che i testi della PFM incontreranno Sinfield. Mentre Pagani farà da collante alle realtà di movimento e relativi festival (Parco Lambro etc.), il gruppo si barcamenerà tra Mamone, tentazioni americane e l’imperversante contestazione. Logiche di mercato, da quanto si evince, mietono la prima vittima: Piazza viene rimpiazzato da Djivas al basso, più adatto al ruolo per un pubblico d’oltreoceano. La stagione dei concerti americani avrà il suo apice con la stampa di
Cook, un live per il mercato internazionale nella già consolidata egida della Manticore. Chocolate’s Kings, l’album successivo che introduce Lanzetti, è, probabilmente, l’optimum, frutto di omogeneità e grande maturazione. Risente, tuttavia, del vento che soffia, a partire dai testi, sì impegnati da riportare consensi verso l’imminente ’77 ma, forse, non del tutto digeribili altrove.

Uscirà negli States illustrato con una barra di cioccolato avvolta nella bandiera a stelle e strisce. Sinfield, nonostante una certa propensione a “sinistra”, stenta a comprendere. Ma “la goccia che fa traboccare il vaso” col mercato statunitense giunge nel ’76, quando la PFM prenderà parte ad un concerto organizzato a Roma per conto dell’OLP. Con
Jet Lag si apre al jazz rock, poi la formazione chiude il decennio consegnandosi agli anni Ottanta nell’inevitabile decadenza dovuta all’impatto con tutt’altra epoca e nuove tendenze. Tuttavia, prima di segnare il passo coi nuovi tempi, la PFM realizzerà un altro memorabile live, lo farà girando la sola peninsula con Fabrizio De André. Personalmente rinnegherò il gruppo fin dai tempi di Suonare Suonare, ma Zoppo tira dritto, tra ritratti e sincretismi, fino all’epilogo di Miss Baker: praticamente estraneo alle origini.

Gli anni Novanta e una rinnovata voglia di spaziare, portata avanti anche attraverso l’uso del digitale, desteranno ulteriori attenzioni verso il filone progressivo.
Ulisse cercherà, a partire dal tema del viaggio, di ripercorrere strade perdute. Lo farà attraverso la collaborazione dei testi di Incenzo, autore anche di Dracula. Quest’ultimo è il coronamento di un sogno, quello di realizzare un’opera rock, decisamente pretenzioso e dove compare anche Ricky Tognazzi, mentre Serendipity, più proteso verso le sonorità del nuovo millennio, vedrà, tra gli altri, un’intraprendente Fernanda Pivano inserita nel progetto.
 
giovedì, 20 settembre 2007

Libro PFM su RockAction e MusicYes

Cari amici,
è con vero piacere che vi segnalo una nuovissima recensione riguardante il mio libro sulla PFM. E' bello sapere che a distanza di un anno dalla pubblicazione ancora si parli della mia opera.
 
Ringrazio Enrico Mainero e Renzo Giannini per gli apprezzamenti espressi sul libro, e vi invito a visitare i due siti Rock Action e il nuovissimo Music Yes,
segue pezzo:
 
“35 anni di rock immaginifico”: questa frase posta a completare il titolo, racchiude in sé tutta la forza della musica della Premiata Forneria Marconi. In 35 anni di storia (qui parlare di carriera è riduttivo), la band nostrana è passata attraverso le turbolenze dei cambiamenti sociali e delle mode, si è reinventata e, attraverso alti e bassi, è riuscita sempre a proporre la propria visione del rock, riuscendo a conquistare una popolarità internazionale.
 
Donato Zoppo ripercorre questi 35 anni, scandendo il tempo con le uscite discografiche ma, motivo per cui questo libro andrebbe letto da tutti gli appassionati di musica e non solo dai fan della PFM, non si limita ad una sterile disamina sui lavori del gruppo, bensì li inserisce nel flusso del contesto storico, riuscendo così a tratteggiare mirabilmente le diverse “epoche” in cui la band si è trovata vivere: i rapporti con il progressive inglese (in particolare con Greg Lake e Peter Sinfield), la conquista dell’America, l’incontro con De Andrè; sono tutti eventi “vivi”, raccontati con passione e competenza.
Tutto questo può sembrare una sciocchezza ma, secondo me, dona fluidità al libro: sembra quasi di leggere un manuale di storia della musica, che ha come punto di vista la Pfm ma che spazia lo sguardo a 360° sul panorama musicale e non. Un esempio su tutti: lo sbarco in America della PFM. L’autore non si è limitato ad uno sterile “hanno suonato qui ed hanno suonato questo”, bensì ci ha introdotto anche nel clima sociale e politico che vigeva in America (e anche la caduta dei sogni del gruppo venuto a contatto col “sogno americano”).
Donato Zoppo divide il percorso storico della band in tre trance ben definite: il progressive degli anni ’70 (il periodo che io preferisco, N.d.R.), il rock metropolitano degli anni ’80 e il ritorno al prog degli anni ’90: la narrazione (sì, intendo proprio narrazione) parte dagli inizi beat dei “Quelli” (la PFM in nuce) fino ad arrivare all’ultima esperienza discografica (fino ad ora si spera) che risponde al nome di “Dracula-Opera rock” (a proposito, se non ancora non avete visto il musical a teatro fateci un salto, potreste uscirne soddisfatti).
ipercorrete con la band i 35 anni di storia che, tra alti e bassi, tra abbandoni illustri e concerti mirabolanti, hanno fatto della Premiata Forneria Marconi un vanto dell’Italia all’estero, i pionieri della conquista dei mercati internazionali, spianando la strada alle nuove leve che cercano oggi di ripercorrere i passi degli indiscussi alfieri del prog italiano.
Voto: 8.5/10
Giannini Renzo
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