Ottimo successo per Dracula all'Arena di Verona, lo segnala L'Arena, quotidiano della città scaligera:
Arena. Ieri l’utima replica dello show. Parlano i protagonisti
«Questo Dracula è un uomo dannatamente innamorato»
«Dracula» il giorno dopo. Sono già beniamini del pubblico i protagonisti dell'«Opera Rock» ospitata nelle due serate areniane, che ieri a mezzogiorno hanno incontrato pubblico e stampa, in Piazza Bra nel vallo dell'Arena.
A cominciare da Vittorio Matteucci, davvero bravo nel portare sul palcoscenico la complessa personalità del Conte Vlad così com'è tratteggiata dal libretto di Vincenzo Incenzo. «Questo Dracula è un uomo - spiega - dannatamente innamorato. Questo è l'elemento fondamentale e distintivo dello spettacolo. Questa prospettiva era già presente, allo stato embrionale, nel film di Coppola e nell'interpretazione di Gary Oldman. Noi abbiamo scelto di accentuare ulteriormente la forza insopprimibile dell'amore». Sensazioni all'indomani del debutto in Arena? «L'Arena impone in sé grandi responsabilità, ma non tradisce mai. Grande sinergia tra platea e pubblico. Scenografie che si integrano magicamente con la pietra dell'anfiteatro».
Le videoproiezioni aggiunte dal regista Alfredo Arias rispetto alla «prima» romana? «Credo che l'opera - dice Flavio Premoli della PFM - abbia acquisito in comprensibilità. Naturalmente ci sono ancora margini di miglioramento». C'è possibilità che in futuro le musiche della Premiata possano essere eseguite dal vivo, anziché essere registrate? «Non si può mai dire mai».
E il promoter Zard gongola: «Al debutto areniano c’erano rappresentanti della Francia che si sono dimostrati interessati a questa opera rock . Non è detto che possa anche esserci una futura traduzione in francese. So che sono interessate anche Germania, Austria e Cina, paesi che hanno già visto le altre grandi produzioni di "Tosca" e "Notre Dame de Paris"». (b.m.)
Ancora un pezzo dall'Arena, quotidiano di Verona, città che si sta preparando al grande evento di stasera e domani, 21 e 22 settembre:
L’evento. Non è un debutto, ma lo show avrà un allestimento inedito, studiato apposta per l’anfiteatro scaligero
L’ora di Dracula in Arena
Stasera e domani a Verona l’«opera rock» firmata dalla PFM
Verona. Cala la notte e arriva l'ora di Dracula. Debutta stasera alle 21 in Arena e replica domani alla stessa ora l'opera rock della PFM (Premiata Forneria Marconi) basata sulla storia del conte vampiro, diretta da Alfredo Arias su testi e libretto di Vincenzo Incenzo e orchestrazioni di Natale Massara.
Per «Dracula opera rock» non si tratta di un debutto assoluto, essendo andata in scena già al Gran Teatro di Roma, eppure quella di stasera e domani è un'opera nuova, con un allestimento inedito, pensato appositamente per l'anfiteatro scaligero. «La produzione sarà più ricca rispetto a Roma», ha promesso David Zard, promoter e produttore di «Dracula» versione teatro. «Stasera e domani la scenografia di Roberto Plate avrà come supporto le videoproiezioni dell'artista Fabio Iaquone, già al lavoro in "Tosca: amore disperato" di Lucio Dalla. Per "Dracula" in Arena si tratterà dunque di un secondo debutto».
Le proiezioni giganti e le riprese sui maxischermi a lato del palco areniano modificheranno la scenografia. Un effetto tridimensionale ad alta definizione darà l'impressione di essere immersi in un mare in tempesta, lo stesso che Dracula attraversa per cercare l'oggetto del suo amore; un altro effetto produrrà il volo dei pipistrelli che accompagna le uscite notturne del vampiro.
Per Zard si tratta del «più grande spettacolo» che abbia mai prodotto; e fa una certa impressione, come frase, se a dirla è lo stesso produttore che ha realizzato «Notre Dame de Paris», «Tosca: amore disperato» e centinaia di spettacoli rock.
Le musiche di «Dracula» sono state composte da Flavio Premoli e Franco Mussida e dall'intera Premiata Forneria Marconi (gli altri due della PFM sono Franz Di Cioccio e Patrick Djivas). Da quest'opera sono stati tratti gli 11 brani usciti nell'album del 2005, pubblicato dalla MusizA/ Sony-Bmg. Vincenzo Incenzo, già al lavoro con artisti pop italiani come Renato Zero, Dalla e Patty Pravo, ha scritto i testi e il libretto. Alla regia del «Dracula» della PFM c'è l'argentino Alfredo Arias, autore di «Peines de coeur d'une chatte anglaise», uno spettacolo in maschera; di «Mortadela», la biografia musicale di Astor Piazzolla e della «Concha bonita», su musiche di Nicola Piovani. Le scenografie sono di Roberto Plate, le coreografie di Ana Maria Stekelman, i costumi di Graciela Galàn e la direzione dell'orchestra (preregistrata) di Natale Massara. Il cast completo dell'opera comprende Vittorio Matteucci (Dracula, già apprezzato in Arena come Frollo in «Notre Dame» e Scarpia in «Tosca»), Sabrina De Siena (Mina, la moglie di Jonathan, incarnazione della principessa amata dal vampiro), Maria Grazia di Valentino (Lucy), Davide Benedetti (l'agente immobiliare Jonathan), Fabio Privitera (il pazzo Renfield), Giò Tortorelli (lo scienzato filosofo van Helsing) e Max Corfini (Seward).
Per «Dracula opera rock» di stasera e domani sono ancora disponibili biglietti. Per informazioni e prenotazioni potete telefonare al promoter locale Eventi: 045.80.39.156 oppure 899.11.11.78. Le prevendite sono aperte anche al circuito Ticket Net: Uniticket, Unicredit, Ticket One, Fnac e Box Office. (g.br.)
Puntuale il giornale di Verona L'Arena, ne segnaliamo gli articoli salienti:
Musica, testi e libretto
PFM e Vincenzo Incenzo, autori doc
Le musiche del «Dracula opera rock» sono state composte da Flavio Premoli e Franco Mussida e dall'intera Premiata Forneria Marconi (gli altri due musicisti sono Franz Di Cioccio e Patrick Djivas).
Raccolte nell'album del 2005 uscito su marchio MusizA/ Sony-Bmg sono invece 11 brani tratti dall'opera che hanno fornito la linea guida a Vincenzo Incenzo per scrivere i testi e il successivo libretto dell'opera.
«Dracula» della PFM arriva al termine di un processo di rinnovamento del gruppo diventato famoso negli anni '70 anche sulla scena internazionale rock-progressiva. Gli anni 2000 hanno visto la PFM pubblicare l'album «Serendipity» e tornare a suonare dal vivo.
Con «Live in Japan 2002» testimoniano il tour mondiale di quell'anno. La PFM, infatti, è stato forse l'unico gruppo rock italiano ad aver avuto un riscontro commerciale all'estero (nel 1974-75 andarono in tour negli Stati Uniti e si trovarono a dividere il palco con Santana, Beach Boys e Poco). Nel 2005, oltre alla pubblicazione di «Dracula», la PFM organizza la storica reunion con il polistrumentista Mauro Pagani, immortalata da un cd e da un dvd «Piazza del Campo», con la partecipazione del toscano Piero Pelù. Pagani aveva lasciato il gruppo nel '75 dopo un tour in Giappone.
Vincenzo Incenzo, artista romano cresciuto nell'ambiente del Folkstudio, oltre che autore dei testi e del libretto di «Dracula», ha curato per il teatro la versione italiana delle canzoni di «Tango delle ore piccole» di Manuel Puig e di «Menopause» di Jeanie Linders. Per la sua attività di autore ha vinto due volte il Premio Lunezia ('98 e 2005) e il riconoscimento speciale della Siae nel 2003. Ma Incenzo è famoso soprattutto per la sua attività di «paroliere» (come si diceva una volta, negli anni '60, prima dell'arrivo dei cantautori) per Renato Zero, Michele Zarrillo, Antonello Venditti, Lucio Dalla, Sergio Endrigo, Califano, Patty Pravo e Tosca. Il suo nome è risuonato al Festival di Sanremo come autore di brani di successo di Zarrillo come «Cinque giorni», «L'elefante e la farfalla», «L'acrobata» e, proprio nell'edizione 2006, «L'alfabeto degli amanti». Con le sue poesie è presente nelle antologie «Pace e libertà» ed «Exodus». (g.br.)
http://www.larena.it/ultima/oggi/spettacoli/Daa.htm
Regia, cast e produzione Zard: lo spettacolo più grande che ho prodotto
L'argentino Alfredo Arias è una garanzia di qualità alla regia di «Dracula». Nato in Argentina ma francese d'adozione, ha legato il suo nome a quello di compagnie italiane come quella del Teatro Stabile di Genova per «Il ventaglio» di Goldoni e «La dame de chez Maxim's» con Mariangela Melato. Per lo Stabile di Trieste ha messo in scena «Il pallido oggetto del desiderio».
Altre prestigiose collaborazioni Arias le ha stabilite con il Regio di Torino per «Le songe d'une nuit d'été» di Britten. Per la Scala di Milano ha curato la regia di «Les contes d'Hoffmann» e «Il barbiere di Siviglia». A lui si devono le opere teatrali «Peines de coeur d'une chatte anglaise», spettacolo in maschera, «Mortadela», biografia musicale di Astor Piazzolla e «Concha bonita», su musiche di Nicola Piovani.
Le scenografie imponenti del «Dracula» versione areniana sono di Roberto Plate, le coreografie di Ana Maria Stekelman, i costumi di Graciela Galàn e la direzione dell'orchestra (preregistrata) di Natale Massara. Il cast completo dell'opera comprende, oltre a Matteucci (Dracula), Sabrina De Siena (Mina, la moglie di Jonathan, incarnazione della principessa amata da Vlad/Dracula), Maria Grazia di Valentino (Lucy), Davide Benedetti (l'agente immobiliare Jonathan), Fabio Privitera (il pazzo Renfield, interpretato nel film di Coppola da Tom Waits), Giò Tortorelli (lo scienzato filosofo van Helsing) e Max Corfini (Seward).
«Ho cercato quasi disperatamente una frase che potesse descrivere le intense sensazioni che provavo durante la preparazione dell'opera», scrive il produttore David Zard nelle note che accompagnano il libretto. «Ma era ancora un puzzle da comporre e non mi veniva in mente niente che si potesse paragonare alla bellezza dei balletti e delle scenografie che pian piano prendevano corpo avvolte da una musica protagonista assoluta, scritta da Premoli e Mussida per il suono della PFM, e dalla creativa regia di Arias. Ora che il puzzle è completo, posso dire che è il più grande spettacolo che abbia mai prodotto: una grande storia d'amore, perchè solo l'amore può essere immortale». (g.br.)
http://www.larena.it/ultima/oggi/spettacoli/Caa.htm
Il vampiro straziato per amore
«Dracula opera rock» arriva in Arena. Parla il protagonista Vittorio Matteucci
Un Dracula innamorato in eterno, un sanguinario per colpa dell'amore, in un'opera moderna che mescola rock, musica sinfonica, canto e balletto. L'Arena di Verona ospita domani e venerdì «Dracula opera rock», musiche della PFM su testi e libretto di Vincenzo Incenzo per la regia di Alfredo Arias (biglietti ancora disponibili: telefonate allo 045.80.39.156 oppure 899.11.11.78).
Il nuovo allestimento, pensato per l'Arena, rende quella di «Dracula» una nuova «prima» dopo il debutto di Roma. A produrre lo spettacolo è David Zard, storico promoter che dopo il successo di «Notre Dame de Paris» e di «Tosca - Amore disperato», continua nel suo progetto di rinnovamento dell'opera moderna.
Trait d'union di queste opere prodotte da Zard è l'attore e cantante Vittorio Matteucci. L'abbiamo incontrato alla vigilia di uno spettacolo che riporta in Arena l'opera moderna al termine della stagione lirica 2006 e che segna il ritorno dello stesso Matteucci sul palco dove ha ricevuto gli applausi come Frollo in «Notre Dame» e come Scarpia in «Tosca».
http://www.larena.it/ultima/oggi/spettacoli/Aaa.htm
Dalla Guida Progressive dell'amico e collega Gaetano Menna:
Novità spumeggianti per la Premiata Forneria Marconi che si accinge al nuovo tour in Usa-Messico, con il concerto "Stati di Immaginazione". Prevista a fine settembre l'uscita del libro dedicata alla band ed a fine novembre il nuovo cofanetto (cd-dvd)
A PFM ha dedicato recentemente il servizio di copertina il periodico Musikbox, curato da Anselmo Patacchini (editore Paolo Ansali)
La t-shirt del Canadian Tour del 2005 è rosso fuoco con le foto dei magnifici quattro...
Ma ora, come direbbe Troisi, si "ricomincia da tre". Senza grandi clamori infatti ha lasciato la band Flavio Premoli, sostituito dal tastierista Gianluca Tagliavini, che aveva suonato con la band già nel tour americano 2005 e nel tour in Corea e Giappone nei primi mesi del 2006. La conferma la troviamo anche in un'accurata scheda sulla band dell'enciclopedia virtuale Wikipedia
http://it.wikipedia.org/wiki/Premiata_Forneria_Marconi.
Premoli si dedicherà con grande impegno alla direzione artistica del Teatro di Varese. La band riparte invece con il nuovo sito - già on line -;ed è in studio di registrazione per una nuova uscita "Stati di immaginazione" versione integrale con 9 films. Sarà un cofanetto di cd+dvd. L'uscita è prevista per il 27 novembre.
E Stati di immaginazione è anche il nome del nuovo concerto che PFM porterà nei teatri. A cominciare dal tour in Usa e Messico dal 27 settembre al 19 ottobre. La prima italiana è invece prevista a Roma il 28 novembre al Teatro Tenda Strisce.
Ancora una novità per l'effervescente band di Di Cioccio, Mussida, Dijvas: è in uscita un libro dedicata al gruppo "Premiata Forneria Marconi. Celebration 1971-2006. 35 anni di rock immaginifico". E' scritto con grande piglio e competenza dal giornalista Donato Zoppo ed uscirà per la casa editrice Editori Riuniti il 30 settembre (collana "Momenti Rock", prezzo € 18,00 )
(G.M.)
http://guide.supereva.com/musica_progressive/interventi/2006/09/269124.shtml
Una grande PFM in un grande lavoro! Sapevamo che il gruppo era al lavoro in studio per pubblicare un album speciale, ora il sito ufficiale comunica:
14 settembre 2006
PFM è in studio di registrazione
STATI DI IMMAGINAZIONE
versione integrale (9 films)
Uscita: 27 novembre (cd e dvd)
Questo nuovo album dal vivo vedrà una grande anteprima mondiale con un tour straniero che sta per partire. In seguito la PFM tornerà in Italia e a cavallo tra 2006 e 2007 porterà in teatro questa nuova esperienza in modo integrale:
PFM WORLD TOUR
(anteprima mondiale STATI DI IMMAGINAZIONE versione integrale)
13 ottobre 2006
MAZATLAN MEXICO
12 ottobre 2006
CULIACAN MEXICO
29 settembre 2006
EL PASO TEXAS
28 settembre 2006
CHIHUAHUA MEXICO
27 settembre 2006
CIUDAD JUAREZ MEXICO
TOUR TEATRALE
28 novembre 2006
STATI DI IMMAGINAZIONE (versione integrale)
ROMA Teatro Tenda Strisce
11 dicembre 2006
STATI DI IMMAGINAZIONE (versione integrale)
MILANO Teatro Smeraldo
Prevendite:
info teatro 02 29006767
circuito ticketOne
www.officinesmeraldo.it www.teatrosmeraldo.it
Ricordi Galleria Vitt.Emanuele Feltrinelli P.za Piemonte
16 dicembre 2006
PFM canta DE ANDRE’
MANTOVA Teatro Palabam
Prevendite:
boxoffice 0376 224699 www.mantova.com
circuito tickOne e Unicredito
21 dicembre 2006
STATI DI IMMAGINAZIONE (versione integrale)
TRIESTE Teatro
Politeama Rossetti
12 gennaio 2007
PFM canta DE ANDRE’
BELLUNO Teatro Comunale
16 gennaio 2007
STATI DI IMMAGINAZIONE (versione integrale)
FIRENZE Teatro Sachall
Prevendite:
Box office tel. 055 210804 www.boxol.it
23 gennaio 2007
STATI DI IMMAGINAZIONE (versione integrale)
CATANIA Teatro Metropolitan
24 gennaio 2007
STATI DI IMMAGINAZIONE (versione integrale)
PALERMO Teatro Golden
Tranquilli, non ci saranno invasioni di vampiri in Veneto, ma Dracula Opera Rock approda all'Arena di Verona il 21 e 22 settembre.
Tutte le informazioni qui:
http://www.draculaoperarock.it
Una grande PFM in una grande rassegna:
Gubbio No Borders 2006: bilancio positivo per la V edizione
Circa 5000 persone sono passate per Gubbio No Borders quest'anno. Un'offerta generosa, a volte sorprendente come per il gran finale di ieri (17 agosto - NDR) con la PFM in Piazza Grande, ha contraddistinto le scelte dell'edizione 2006 del festival.
Circa 5000 persone sono passate per Gubbio No Borders quest'anno. Un'offerta generosa, a volte sorprendente come per il gran finale di ieri (17 agosto - NDR) con la PFM in Piazza Grande, ha contraddistinto le scelte dell'edizione 2006 del festival. Il grande palco della Premiata Forneria Marconi ha abbracciato il numerosissimo pubblico che gremiva la piazza e il gruppo, grazie soprattutto all'istrionica genialità di Franz Di Cioccio, è riuscito a stabilire un rapporto con gli spettatori gonfio di emozione e ricco di entusiasmo.
Il tempo non sembra passare per chi nell'animo è riuscito a coltivare il suo bambino interiore: Di Cioccio, inossidabile, correva riempiendo tutto il palco con la sua prorompente personalità e il suo coraggio. E su tutto palpitava la presenza di Fabrizio De Andrè, che una strabiliante stella cadente ha evocato per un attimo passando sopra il Palazzo dei Consoli mentre la PFM interpretava il suo Amico fragile.
Un concerto coinvolgente, denso e avvolgente: Di Cioccio, nonostante avesse due dita ferite da un incidente con il tagliaerbe, ha fatto tutto quello che poteva e anche di più arrivando a suonare a quattro mani (meno due dita) con Piero Monterisi che lo sostituiva alla batteria.
Dopo i primi brani Rain, River of life, Maestro della voce, dedicato a Demetrio Stratos, l' omaggio a Fabrizio De Andrè con Volta la carta e quell'autoritratto bellissimo per la solitudine che riesce a esprimere che è Amico fragile. Il concerto è proseguito con brani tratti da Chocolate Kings, il disco americano del 1975 rivisitato dalla PFM per quest'occasione, amara e tagliente critica della società americana "grande, grassa mamma che ci ha preso in giro", re di cioccolato che sta morendo fra supermercati e super eroi in declino. Oltre il brano che ha dato il nome all'album sono stati eseguiti Harlequin e Out of the Roundabout.
Non potevano mancare i grandi successi della formazione: Impressioni di settembre e Dove c'è musica. Due i bis, Il Pescatore e Celebration, con il congedo dal pubblico affidato a 40 secondi completamente pazzi di free jazz dedicati a Gubbio No Borders, una sorta di training autogeno guidato dall'irrefrenabile Di Cioccio.
Entusiasmanti anche le esibizioni di Franco Mussida, voce e chitarre, Lucio Fabbri, detto anche Lucio Violino, Piero Monterisi batteria, Patrick Djivas basso, Gianluca Tagliavini tastiera.
"Il gruppo è al lavoro per un nuovo album che uscirà a Natale" ha detto Di Cioccio, "Si tratta di un lavoro strumentale nato da una commistione tra musica e immagini, con filmati dei primi del Novecento, tra cui il primo cartone animato italiano in bianco e nero, e pezzi improvvisati sulla base di una partitura."
Gli organizzatori, Luigi Filippini in primis e il Presidente Guido Zaccagnini, possono dirsi soddisfatti dal risultato raggiunto da quello che l'assessore alla cultura Renzo Menichetti ha definito "un piccolo festival di grande qualità". Gubbio No Borders chiude i battenti con un bilancio estremamente positivo.
L'appuntamento con le nuove proposte del Direttore Artistico Massimo Manzi è tra un anno.
Fonte: http://www.gubbionoborders.it
Da: http://www.italianissima.net/articoli/articolo.asp?articolo=2006830134446.txt
Sulla webzine Arlequins c'è un'interessante intervista realizzata con Franz durante l'ultimo mini-tour spagnolo:
Pubblichiamo l'intervista a Franz di Cioccio raccolta in occasione del Tiana Prog Fest in Spagna dall'amico Juan Mellado.
Ciao a tutta la PFM, siamo soddisfatti e onorati per la vostra presenza al Tiana Prog Fest, è un sogno per tutti noi. Grazie. Come ci si sente ad essere una band non inglese, così importante a livello internazionale da rappresentare l’Italia in giro per il mondo?
Ci si sente bene. Quando abbiamo cominciato a suonare volevamo che nel mondo si accorgessero della musica italiana; volevamo che si sapesse che l’Italia non era solo la terra dei mandolini, degli spaghetti e dell’opera lirica. Dopo molti anni siamo fieri di esserci riusciti e di aver dato voce alla corrente mediterranea del rock progressivo e di rappresentarla in giro per il mondo.
Come vedi il movimenti del Rock Progressivo a distanza di 35 anni?
Lo vedo ancora attivo, anche se non più forte come quando nacque negli anni ‘70. La differenza sostanziale è che, allora, c’era una corrente mondiale forte, come un grande fiume, con tanti affluenti che portavano acqua al corso principale. Nel caso del rock progressivo c’era il jazz, la musica etnica, la musica classica, insomma.. tante possibilità che permettevano di variare stile e soluzioni musicali. Oggi la scena musicale non è più così. E’ divisa in tanti piccoli torrenti: uno scenario molto frammentato fatto di rock, pop, rap, funky, disco, ecc. Così la scena è un po’ dispersiva. Inoltre le radio trasmettono, per questione di marketing, solo musica commerciale quella da ascoltare e consumare velocemente, in modo da passare il più in fretta possibile alla hit successiva. Poco tempo per assimilare e godere di musica. Così rimangono solo i concerti a promuovere i buoni musicisti e la buona musica. Io sono per la musica live, quella suonata con le mani, senza sequenze: è sempre un’emozione grandissima.
Se a tutto il mondo piacciono i primi album della PFM, "Storia di un minuto", "Per un amico", L'isola di niente" e i pezzi vecchi sono i più votati nei sondaggi ed i più applauditi dal pubblico nei concerti… perché non tornare a scrivere qualcosa di simile o migliore? Mancanza di creatività? Sono cambiati i tempi? Sono pochi gli amanti del rock progressivo? Non volevate cambiare il mondo? E' finita un'epoca di ispirazione o ci sono altri motivi?
Abbiamo scritto molte cose buone dopo quei dischi e non è certo la creatività che ci manca. Noi abbiamo sempre considerato la nostra vita artistica come un percorso di esperienze. Abbiamo deciso fin dall’inizio di non fare mai un disco simile al precedente, anche se aveva avuto un grande successo. Così non c’è stato mai stato un doppione di una canzone come “Impressioni di Settembre”, come “River of life” o ”Promenade the puzzle”. Ogni canzone appartiene ad un disco che esprime uno stato d’animo ben preciso e che è stato registrato in un’epoca che sua volta ha influenzato quello stato d’animo. Allora pensiamo che, se fai il musicista e decidi di farlo per la vita, devi sempre fare i conti con ciò che stai vivendo nel presente, non solo con quello che hai vissuto nel tuo passato. Solo continuando a ricercare, l’espressività si può suonare sempre, almeno fino a quando se ne ha voglia, senza mai annoiarsi a replicare la stessa musica. Anche i brani che fanno parte dei primi album dal vivo, secondo lo stile di PFM, vengono sempre riletti e arricchiti con improvvisazioni e nuova musicalità perché un concerto di PFM diventi per chi assiste un evento unico, come i suoi dischi. Questo per un senso di rispetto verso il nostro pubblico. Noi sappiamo che esso in parte vorrebbe che PFM non cambiasse mai rispetto al passato, ma intimamente vuole anche vedere come i musicisti si sono evoluti. E’ per questo che ogni nostro disco è diverso e ogni nostro concerto è diverso. Dopo 35 anni sono felice di salire sul palco, entusiasta come quando ho debuttato con i Deep Purple al Palasport di Bologna nel ‘71. I primi dischi erano figli di quel tempo, oggi abbiamo nelle mani tutta la musica di allora, ma anche tutta quella che ha segnato la nostra lunga carriera. Questo, al di là delle mode, è magico!
Voi avete avuto una storia parallela rispetto al rock in Inghilterra. Quale è la causa di questa situazione in Italia nei primi anni Settanta?
Negli anni Settanta, quando è nato il rock progressivo in UK, è stato un movimento culturale che ha infiammato tutta la scena europea. In ogni paese ci sono stati uno o più gruppi che hanno contribuito a far crescere questa corrente. Si tratta di un fenomeno culturale come lo è stato il movimento della Beat Generation in USA per la poesia, o l’impressionismo per la pittura. La musica progressiva ha permesso al talento dei musicisti di esprimersi, non solo in una canzone di tre minuti. Il concetto di musica si è allargato e l’album concept è diventato un master piece nella cultura musicale dell’epoca. Ciò ha favorito il successo di quei musicisti che avevano con il loro strumento un rapporto creativo al di là della semplice canzone. Lunghe suite e concerti all’aperto, come i grandi festival, hanno permesso ai gruppi di esibirsi davanti a masse di giovani che poi hanno fatto da tam tam con il loro entusiasmo, decretando il successo di questo stile musicale. PFM ha partecipato a grandi festival internazionali di allora: Reading Festival, Montreaux, Festival del Jazz di Zurigo, Royal Albert Hall a Londra, Midnight Special e Charlotte Speedyway. Così è diventata la band leader del movimento progressivo italiano.
Perché il movimento del rock progressivo in Italia è morto alla fine degli anni Settanta? Si tratta ancora di una storia parallela a quella inglese?
Non è morto, si è ridimensionato come è accaduto in tutto il mondo. Ci sono nuovi buoni gruppi, sia in Italia che all’estero. Tra gli italiani cito, La Maschera di Cera, Finisterre, Stereokimono, tre gruppi che ho prodotto per la mia etichetta di musica progressiva “IMMAGINIFICA”. Anche in USA oggi c’è una certa riscoperta di questo genere ed in Giappone è molto sentito. Noi PFM stiamo per partire per la Korea, suoniamo a Seul per la prima volta, poi proseguiremo per il Giappone, precisamente a Tokyo, dove faremo tre concerti, sold out già da tre mesi.
Come ricordi il momento in cui Greg Lake, dopo il concerto di presentazione del secondo LP al PalaEur di Roma decise di portare la PFM a Londra alla Manticore?
Lo ricordo come una momento bellissimo perché era la conferma che i miei pensieri sulle possibilità che la nostra musica potesse essere internazionale si erano avverati. Fui io a dare a Lake durante la tournee italiana di ELP un nastro con la musica suonata da PFM, tra cui una serie di cover dei King Crimson, la band da dove proveniva Lake prima di suonare con Emerson e Palmer. Rimase colpito quando lo ascoltò a Londra e decise di venire in Italia a conoscerci. Rimase colpito e decise di scritturarci per la Manticore. Cominciò così la nostra avventura internazionale.
Fra tutti gli album che avete realizzato, quali sono i figli prediletti?
Come ho detto, tutti e nessuno in particolare, perché ognuno è a modo suo bellissimo perché segna un periodo della nostra vita. Io personalmente amo molto i live. Comunque se proprio devo dirtene alcuni cito "Storia di un minuto", "Photos of Ghost", "Chocolate Kings", "Suonare suonare", il Live con Fabrizio De André e "Live in Japan", il nostro primo DVD.
Perché gruppi come Le Orme, Il Banco e voi continute, dopo 35 anni, a fare concerti e registrare nuovi lavori?
Perché sono buoni musicisti che fanno musica e la musica non ha età.
Avete pubblicato, lo scorso anno, un nuovo album. Siete veramente soddisfatti dei risultati ottenuti con "Dracula"?
Sì, è un bel lavoro pieno di musica e suonato bene, realizzato in studio ma con la grinta di un disco live, soprattutto l’Overture. E’ un disco scritto in funzione di un Opera, questo va detto.
Come sta andando il progetto "PFM in Mozart"?
Ci stiamo lavorando ed abbiamo deciso di aprire il progetto anche ad altri musicisti. Non solo Mozart quindi ma anche Rossini, Puccini, Beethoven e tanti altri. Il progetto si chiamerà “PFM in Classic” (da Mozart a Celebration). Finiremo chiaramente con alcuni nostri successi, sempre rigorosamente orchestrati. Per questo progetto infatti saremo accompagnati da un’orchestra sinfonica di 43 elementi.
Cosa pensate dei nuovi movimenti del Prog con i gruppi nuovi come Porcupine Tree, Mars Volta, Radiohead ecc.?
A me personalmente piacciono molto i Porcupine Three e Radiohead, ma anche altri gruppi non propriamente progressive come i Muse. Trovo che la scena mondiale si stia muovendo e ciò è un bene per le nuove generazioni.
La prima parte dello show "Stati di immaginazione" si chiude con "Alpha 3.1", uno strumentale che sembra ricordare i Porcupine Tree, è così?
Siamo abituati ad improvvisare fin dal nostro primo concerto, dall’ottobre del 1970. Nelle nostre mani gli stili si sono susseguiti e sommati in una tavolozza di colori e di sensazioni. Se ci sono similitudini con un gruppo della scena odierna, credo si possa immaginare che i più giovani abbiano ascoltato qualcosa che è arrivato prima, in quell’epoca e da quel movimento culturale di cui PFM faceva e continua a far parte con tanti altri gruppi.
Cosa possiamo aspettarci dalla creatività della PFM per il futuro?
Come ho già detto stiamo lavorando sulla scelta dei brani per “PFM in Classic” che realizzeremo con l’Orchestra Sinfonica di Savona. Il progetto diventerà un disco ed un DVD. A breve registreremo Stati di Immaginazione che diventerà un DVD con musica e immagini e cominceremo a preparare il nuovo tour “Stati di Immaginazione 2”, con nuove musiche e nuovi filmati, in programma dal prossimo novembre. Come vedi il nostro impegno è prevalentemente sulla musica live, perché suonare è la cosa più bella che c’è.
Grazie di cuore, a prestissimo ;-)
Grazie a te e…
Da: http://www.arlequins.it/pagine/articoli/corpointerviste.asp?chi=153