Cari amici,
è con immenso piacere che vi segnalo un nuovo intervento dell'amico - nonchè ottimo scrittore e giornalista - Enrico Pietrangeli, che ha voluto occuparsi del mio libro sulla PFM anche in CONTROLUCE, un interessante mensile gratuito, distribuito nelle zone dei Castelli Romani e Prenestini. Si tratta del n. 10, del mese di ottobre, appena uscito.
E' possibile scaricare il pdf del numero di ottobre al seguente link:
http://www.controluce.it/?q=edizione_giornale_pdf
Grazie di cuore a Enrico, ecco il suo pezzo:
Il libro di Zoppo, per sancire l’essenza emanata dalla PFM, non resiste alla tentazione di aprire il “Tutto” avvalendosi di un esergo di Rumi. C’è una “rosa” che “narra” e, con un disinvolto approccio giornalistico, sviluppa un armonioso trattato sul gruppo ripercorrendone l’intera carriera. Capitoli imperniati sulla discografia e linguaggio articolato, dove seguendo criteri perlopiù comparativi trapelano ampi scorci sulle condizioni sociali e le panoramiche musicali che hanno contraddistinto i tempi. Largo uso d’inserti e aneddoti, comunque ben disposti, euritmici; c’è qualche ridondanza, ma riguarda solo le introduzioni. Si parte dal primo raduno beat del ’66, quello organizzato da Miki Del Prete a Milano e che, accanto a Giganti, Ribelli ed i più singolari New Dada, annovera anche la cover band di Quelli.
Siamo lontani da altri esordi, quelli psichedelico-melodici de Le Orme di Ad Gloriam o quelli più sperimentali e colti de Le Stelle di Mario Schifano, ma la strada dei rimaneggiamenti traccerà veri e propri gioielli addentrandosi nell’era progressiva: 21st Century Schizoid Man è un meno noto tassello della bravura e coesione strumentale di cui è capace la PFM (sigla tenuta a battesimo da Lake e Sinfield). Impressioni di Settembre sarà l’indelebile motivo di traino per tutto il progressive italiano, caratterizzata dal ritornello del moog e già pronta a sbirciare oltre i naturali confini per poi reincarnarsi in The world became the world. Sì, perché la PFM, prima di tutto, è italianità approdata altrove, in un mercato che, soprattutto negli anni Settanta, era invaso da produzioni anglo-americane.
Sarà proprio quando Le Orme tenteranno la strada del mercato inglese con Peter Hammill che i testi della PFM incontreranno Sinfield. Mentre Pagani farà da collante alle realtà di movimento e relativi festival (Parco Lambro etc.), il gruppo si barcamenerà tra Mamone, tentazioni americane e l’imperversante contestazione. Logiche di mercato, da quanto si evince, mietono la prima vittima: Piazza viene rimpiazzato da Djivas al basso, più adatto al ruolo per un pubblico d’oltreoceano. La stagione dei concerti americani avrà il suo apice con la stampa di Cook, un live per il mercato internazionale nella già consolidata egida della Manticore. Chocolate’s Kings, l’album successivo che introduce Lanzetti, è, probabilmente, l’optimum, frutto di omogeneità e grande maturazione. Risente, tuttavia, del vento che soffia, a partire dai testi, sì impegnati da riportare consensi verso l’imminente ’77 ma, forse, non del tutto digeribili altrove.
Uscirà negli States illustrato con una barra di cioccolato avvolta nella bandiera a stelle e strisce. Sinfield, nonostante una certa propensione a “sinistra”, stenta a comprendere. Ma “la goccia che fa traboccare il vaso” col mercato statunitense giunge nel ’76, quando la PFM prenderà parte ad un concerto organizzato a Roma per conto dell’OLP. Con Jet Lag si apre al jazz rock, poi la formazione chiude il decennio consegnandosi agli anni Ottanta nell’inevitabile decadenza dovuta all’impatto con tutt’altra epoca e nuove tendenze. Tuttavia, prima di segnare il passo coi nuovi tempi, la PFM realizzerà un altro memorabile live, lo farà girando la sola peninsula con Fabrizio De André. Personalmente rinnegherò il gruppo fin dai tempi di Suonare Suonare, ma Zoppo tira dritto, tra ritratti e sincretismi, fino all’epilogo di Miss Baker: praticamente estraneo alle origini.
Gli anni Novanta e una rinnovata voglia di spaziare, portata avanti anche attraverso l’uso del digitale, desteranno ulteriori attenzioni verso il filone progressivo. Ulisse cercherà, a partire dal tema del viaggio, di ripercorrere strade perdute. Lo farà attraverso la collaborazione dei testi di Incenzo, autore anche di Dracula. Quest’ultimo è il coronamento di un sogno, quello di realizzare un’opera rock, decisamente pretenzioso e dove compare anche Ricky Tognazzi, mentre Serendipity, più proteso verso le sonorità del nuovo millennio, vedrà, tra gli altri, un’intraprendente Fernanda Pivano inserita nel progetto.
Sul quotidiano L'OPINIONE di oggi, 25 settembre 2007, è presente un bellissimo e approfondito pezzo sul mio libro scritto da Enrico Pietrangeli. Enrico è uno scrittore colto e sensibile, che ha pubblicato un ottimo romanzo dal titolo In un tempo andato con biglietto di ritorno, favorevolmente recensito su MovimentiProg:
Edizione 206 del 25-09-2007
Il libro di Donato Zoppo edito da Editori Riuniti – 2006
di Enrico Pietrangeli
Cari amici,
è con piacere che vi segnalo una bella recensione firmata da Peppe Di Spirito, grande esperto di progressive rock e redattore del web-magazine ROTTERS CLUB:
http://www.rottersclub.net/Miscellanea/libropfm.html
Ci voleva proprio un bel libro che ripercorresse tutte le tappe della lunga carriera del gruppo rock italiano probabilmente più noto al mondo. Donato Zoppo ha fatto un lavoro certosino, offrendoci la biografia e l'analisi dei dischi della PFM dalle origini dei Quelli fino all'opera rock Dracula. Quella Premiata Forneria Marconi che nel 1972 esordì con due dischi ancora oggi visti come capostipiti del progressive italiano. Quella band che ha suonato ai grandi raduni inglesi e americani. Che ha lasciato un segno indelebile nel cuore dei giapponesi. Che ha provato a rinnovarsi nel corso degli anni mantenendo di base delle capacità strumentali eccelse. Che da sempre, quando sale sul palco, il suo vero habitat naturale, trascina con grinta, energia, cuore e talento, i propri seguaci. E che ancora oggi non smette di stupire. La disamina di Zoppo arriva a noi con il giusto equilibrio tra la passione del fan e l'occhio critico del giornalista e ben si avverte il lavoro minuzioso fatto di ore interminabili di ascolto e di ricerca meticolosa di fonti.
La struttura dell'opera è semplice, ma estremamente efficace. Dopo l'introduzione e i contributi di Mauro Pagani, Vincenzo Incenzo e Greg Lake, il libro si sviluppa in 23 capitoli; il primo dedicato alle origini della band e ai Quelli; a seguire, ognuno è riservato ad un album della band e alla biografia del relativo periodo. Lodevole la scelta di contestualizzare un po' il tutto, portando, per i vari passi percorsi dalla PFM, riferimenti concisi a quelle che erano le caratteristiche del mondo musicale che circondava la band in quel periodo, nonché i principali sviluppi socio-politici.
Questo viene fatto senza andare troppo in profondità col rischio di annoiare e/o tergiversare e confondere il lettore, ma dando cenni interessanti per provare a spiegare un po' il contesto in cui i musicisti si sono mossi nel corso degli anni. Attenta e dettagliata anche la disanima critico-descrittiva degli album (anche se una piccola tiratina d'orecchie va fatta per quella che ritengo un'eccessiva benevolenza riguardo la produzione degli anni '80). Inoltre, per capire quanto scrupoloso sia stato il lavoro di Zoppo, segnaliamo una serie sterminata di citazioni, stralci di interviste e quant'altro che denotano un impressionante ricerca bibliografica ben documentata in appendice.
Ed è proprio l'appendice a rappresentare l'ultimo passo importante del libro: una discografia elaborata nei minimi particolari, una bibliografia, una sitografia ed i ringraziamenti completano un'opera di piacevole lettura e consigliatissima a chi vuole un'esauriente guida alla storia di uno dei punti di riferimento imprescindibili del progressive rock.
Per onorare la storia della Premiata Forneria Marconi, il buon Donato Zoppo ha scritto questo saggio, Premiata Forneria Marconi (1971-2006: 35 anni di rock immaginifico), Editori Riuniti. Un buon libro che parte dall'inizio fino alla fine.
E come dimenticare l'incredibile apparizione di Franz Di Cioccio nella parte di Giallo, nel film Attila flagello di Dio. Insomma, penso che un pò tutti abbiamo visto quel film. Beh, Giallo è Franz Di Cioccio, insomma, per farvi capire il personaggio, il batterista della PFM. Storica band del Rock Progressive, sostenne per un breve periodo la musica di Fabrizio De Andrè.
Il libro analizza la storia della PFM attraverso i suoi dischi, viaggiando in trent’anni di musica italiana: le origini beat, l’epoca d’oro del progressive anni ’70, il rock anni ’80 e il ritorno in studio e dal vivo negli anni ‘90, fino al degno coronamento di una lunga carriera con l’opera rock Dracula (2005). Prefazioni di Mauro Pagani (violinista e flautista della PFM fino al 1976) e Greg Lake (bassista/vocalist dei leggendari Emerson, Lake & Palmer). Donato Zoppo è una persona interessante tra l'altro, pare che abbia anche una passione (che non riesco a comprendere) per Claudio Baglioni. Oddio, solo a vederlo mi spavento, con tutto quel cerone sulla faccia tirata, Oddio. Però Baglioni bisogna riconoscere che ha collaborato con musicisti eccellenti, Vangelis, Gavin Harrison. Ma comunque tranquilli, il libro non parla di Baglioni, parla della PFM, che ha costruito la storia della musica italiana, insieme alle Orme, agli Osanna e ad altri innumerevoli e illustri uomini di musica.
Ne ha fatta di strada in 35 anni la Premiata Forneria Marconi, meglio nota come PFM, sigla suggerita da Greg Lake e Pete Sinfield affinchè il pubblico straniero potesse capire meglio quello strano e lungo nome. PFM è stata la prima rock band italiana ad avere successo e visibilità internazionale: merito di una straordinaria discografia all’insegna del progressive-rock e di un’inimitabile tecnica.
PREMIATA FORNERIA MARCONI
Donato Zoppo (Editori Riuniti)
Un libro sulla Premiata Forneria Marconi è sempre benvenuto, soprattutto se scritto con gli occhi del cuore e della mente. E che poi, a pubblicarlo, siano i tipi degli Editori Riuniti (una delle più importanti realtà del settore, con un catalogo sterminato di saggi e di manuali su tutti i più grandi personaggi e sulla storia del rock) è un merito ancora maggiore perché, non da oggi, il versante progressivo del rock è sempre stato visto dagli editori in una forma di controluce.
Sottotilolato 1971-2006: 35 anni di rock immaginifico, il libro (la prefazione del quale è scritta da Mauro Pagani e, tra l’altro, contiene anche un inciso di Greg Lake), parte dalle origini, scomodando addirittura i Quelli che, più che un complesso (così, all’epoca venivano definiti le band) era un vero e proprio supergruppo di session men, deputati a "raddrizzare" le registrazioni e i suoni di tanti illustri colleghi.
Il merito maggiore del volume è quello di non soffermarsi soltanto alle apparenze o alla singola storia del gruppo, ma quello di ridisegnare un precisa mappa dell’epoca, comprese tutte le derivazioni e le mutazioni. Così, mentre con Storia di un minuto e Per un amico, la Premiata Forneria Marconi scrive una delle pagine più gloriose del rock nostrano, è possibile risalire il filo della ragnatela, riordinare le idee e contare una ad una tutte le uscite dei gruppi paralleli. Un disegno irripetibile che, in Europa, si materializza con i dischi di Yes, Matching Mole, Jethro Tull, Caravan, Gentle Giant, Emerson, Lake & Palmer, Family, Genesis e Renaissance e, in Italia, con Orme, Alan Sorrenti, Osanna, Balletto di Bronzo e Banco del Mutuo Soccorso.
Con l’uscita del terzo album, L’isola di niente, la fama della Premiata varca i patrii confini e, soltanto alcuni mesi dopo, agli album "inglesi" Photos of Ghosts e The World Became the World, aggiunge il menù americano di Cook: live in U.S.A.. La band milanese diventa la punta di diamante della musica italiana all’estero, la carovana che indica la strada.
Il libro ripercorre successivamente tutto lo spazio temporale e, analizzando disco dopo disco, finisce col rendere il giusto merito alla storia della band. Particolarmente curiosi gli inserti e le citazioni recuperate spulciando tra le varie pubblicazioni dell’epoca e il recupero di interviste, interventi, citazioni e impressioni da vecchie riviste, libri e fanzine. Un libro che raccoglie umori & splendori non soltanto di una delle più grandi band della nostra storia, ma anche della nostra vita.
Franco Vassia
